Archivio per Categoria Le feste patronali

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Sant’Agata

La festa di Sant’Agata, patrona di Catania, è la terza festa patronale più popolare dopo la Settimana Santa di Siviglia e la Festa del Corpus Domini di Guzco in Perù, proprio per il numero di turisti che ogni anno richiama.

La storia

La storia racconta che Sant’Agata fu martirizzata intorno al III secolo per volontà di Quinziano, proconsole romano, che se ne innamorò e in seguito all’editto di persecuzione dell’imperatore Decio, l’accuso di vilipendio della religione di Stato. Seviziata e interrogata, Agata era fedele al suo Dio: per questo Quinziano, al culmine della sua rabbia, decise di farle strappare i seni con delle enormi tenaglie: in sua memoria è nato il classico dolce catanese “le minne di Sant’Agata”.

La festa si svolge per tre giorni a febbraio, durante i quali la città dimentica ogni cosa concentrandosi totalmente sulla festa, mix di folklore e devozione. Durante il primo giorno vi è l’offerta delle candele: la tradizione popolare vuole che i ceri donati abbiano lo stesso peso e dimensione della persona che chiede protezione. Durante la seconda giornata si ha la processione per l’offerta della cera, a cui partecipano le più alte cariche religiosi e istituzionali della città di Catania, terminando in Piazza Duomo col famoso, e tanto atteso, spettacolo pirotecnico dei fuochi.

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San Gennaro e la devozione napoletana

Un’altra festa patronale che ha una grandissima importanza è quella di San Gennaro, patrono di Napoli, attorno al quale si manifestano le tante forme di devozione dei partenopei – e non solo. La festa, celebrata il 19 settembre, è conosciuta anche nel resto d’Italia per via del famoso “miracolo di San Gennaro”, un evento considerato prodigioso. Andiamo a scoprire i dettagli di questa cerimonia!

La festa

La città di Napoli dedica al suo santo una festa che mischia sacro e profano, con una serie di eventi che iniziano ben tre giorni prima della data ufficiale di festeggiamento, per l’appunto il 19 settembre. In quel giorno avviene un miracolo che ha a che fare con lo scioglimento del sangue del santo, contenuto in due ampolle che si trovano all’interno del Duomo di Napoli.

La storia vuole che Eusebia, una devota partenopea, raccolse il sangue di San Gennario dopo il martirio, un’usanza che può sembrarci macabra ma che in realtà era diffusa nel mondo cristiano come simbolo di venerazione (si cercava di raccogliere ogni parte del corpo ma anche abiti e altri oggetti appartenuti al santo o alla santa).

I lacrimatoi

Le ampolle che contengono il sangue di San Gennaro vengono chiamate lacrimatoi e sono da secoli un fortissimo simbolo iconografico di Napoli. Che il sangue sia veramente quello del santo o meno, non è dato saperlo, tuttavia i lacrimatoi continuano a venire esposti tre volte all’anno: il sabato che precede la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre, attirando persone da tutta Italia ma anche dal resto del mondo.